Teleradiologia: come funziona, dall'esame al referto firmato
Teleradiologia e telerefertazione: la catena dall'esame al referto firmato, cosa serve a chi invia e a chi referta, le linee guida e gli errori da evitare.

La teleradiologia è il modo di refertare a distanza un esame di diagnostica per immagini. Radiografia, TAC o risonanza si eseguono in una struttura. Le immagini digitali viaggiano su una rete sicura fino a un radiologo che si trova altrove. Il referto firmato digitalmente torna poi alla struttura di partenza.
In breve
- La teleradiologia non è una semplice trasmissione di immagini: deve mantenere gli stessi criteri di qualità della radiologia in presenza.
- Le forme principali sono tre: telegestione, telerefertazione e teleconsulto, che comprende la seconda opinione.
- La catena ha sette tappe: richiesta, esame, invio in DICOM al PACS, accesso del refertatore, referto, firma digitale, restituzione.
- Il quadro di riferimento è in evoluzione: una linea guida in valutazione all'Istituto Superiore di Sanità e una consultazione AGENAS aperta nel 2026.
- Ambulatorio Facile non è un servizio di teleradiologia: gestisce la compilazione, la firma e lo storico dei referti della struttura.
Questa guida è per chi gestisce un poliambulatorio o un centro con una sala di diagnostica e si sente proporre "la teleradiologia" come soluzione pronta. Se invece cercavi la teleradiografia del cranio, cioè l'esame usato in ortodonzia, è un'altra cosa: qui si parla di organizzazione della refertazione.
Ultimo aggiornamento: settembre 2026
Che cos'è la teleradiologia
La teleradiologia fa parte della telemedicina. Detta così sembra solo un modo di spedire file pesanti. Le fonti di settore insistono sul contrario.
Teleradiologia, la definizione
La teleradiologia è l'insieme delle procedure con cui un esame di diagnostica per immagini viene refertato da un radiologo in un altro luogo. Le immagini viaggiano in digitale su reti sicure, il referto torna alla struttura con firma digitale.
Il documento di posizionamento FNO TSRM e PSTRP del 21 settembre 2024 lo dice in modo netto: la teleradiologia non va considerata come semplice trasmissione elettronica di immagini. Per avere valore clinico deve mantenere inalterati i criteri di qualità della radiodiagnostica.
Dentro l'ambito generale ci sono modalità diverse, che conviene non confondere:
- Telegestione: il tecnico sanitario di radiologia medica (TSRM) esegue l'esame in sede. Il medico radiologo è in un altro luogo e comunica con lui in tempo reale.
- Telerefertazione: il referto viene scritto e trasmesso con sistemi digitali, con lo stesso contenuto di un referto in presenza. La definizione viene dalle Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni in telemedicina del 17 dicembre 2020.
- Teleconsulto: un medico chiede un parere a distanza a un radiologo, per esempio su un esame già eseguito e refertato.
- Seconda opinione: è un caso particolare del teleconsulto, descritto dal documento SIRM sulla teleradiologia del 2004: uno specialista dell'area radiologica rilegge un esame già eseguito e refertato, su richiesta di un medico o del paziente.
La telegestione si completa con un referto a firma digitale del radiologo, che coordina il processo. Al TSRM restano l'esecuzione dell'esame e la gestione, l'elaborazione e l'archiviazione delle immagini.

Come funziona la teleradiologia: le immagini viaggiano, il referto torna
La catena della telerefertazione è sempre la stessa: cambiano gli attori, non le tappe.
- Richiesta dell'esame: il medico che ha in cura il paziente chiede l'indagine e scrive il quesito diagnostico.
- Esecuzione dell'esame: il TSRM esegue l'esame nella struttura, con quesito, notizie cliniche e consenso già raccolti.
- Invio delle immagini: l'apparecchiatura produce le immagini in formato DICOM e le manda al PACS, della struttura o di un fornitore esterno.
- Accesso del radiologo refertatore: il medico apre lo studio dalla sua postazione di lettura, in un altro luogo.
- Referto: il radiologo redige la telerefertazione radiologica, con lo stesso contenuto di un referto in presenza.
- Firma digitale: il referto viene firmato digitalmente dal medico che lo ha scritto.
- Restituzione alla struttura: il referto firmato torna al centro dove è stato eseguito l'esame e viene archiviato.
Le tappe 5 e 6 restano sempre in mano al radiologo refertatore, ovunque si trovi. Il resto è organizzazione e tecnologia.
DICOM è lo standard con cui apparecchiature e archivi si scambiano le immagini, il PACS è l'archivio che le conserva. Se vuoi il dettaglio tecnico, dai servizi DICOM al ruolo del RIS, lo trovi nella guida sulla differenza tra RIS e PACS. Per la firma, il passaggio da carta a firma digitale è spiegato nell'articolo sui referti online nello studio medico.

Che cosa serve al centro che invia e a chi referta
Un servizio di teleradiologia coinvolge due lati: la struttura dove si esegue l'esame e il medico, o il servizio, che referta. Ognuno ha i suoi compiti. La tabella li mette in fila.
| Elemento | Lato struttura che invia | Lato radiologo refertatore |
|---|---|---|
| Apparecchiature e immagini | Apparecchiature che producono immagini in formato DICOM | Visualizzazione delle immagini senza perdita di qualità |
| Archivio | PACS della struttura o di un fornitore esterno | Accesso sicuro agli studi da refertare |
| Rete | Collegamento sicuro verso il refertatore | Collegamento sicuro verso la struttura |
| Dati del paziente | Identificazione certa del paziente sulle immagini, quesito, notizie cliniche, consenso | Tutte le informazioni cliniche prima di refertare |
| Comunicazione | Canale diretto e immediato con il radiologo | Canale diretto con il tecnico e con il medico richiedente |
| Referto | Ricezione e archiviazione del referto firmato | Firma digitale del referto |
| Attrezzature | Prove prima dell'uso clinico e verifiche di funzionamento periodiche | Postazione di lettura adeguata |
| Accordi e responsabilità | Ruoli scritti negli accordi e nei protocolli | Ruoli scritti negli accordi e nei protocolli |
Diverse righe vengono dal documento FNO TSRM e PSTRP. Chiede l'identificazione certa del paziente sulle immagini e la visualizzazione senza perdita di qualità. Chiede anche notizie clinico-anamnestiche complete e una comunicazione immediata con il centro che ha eseguito l'indagine. Le prove sulle attrezzature, sull'hardware e sul software prima dell'uso clinico vengono dalle Indicazioni nazionali del 2020, che il documento FNO richiama.
Sulle responsabilità medico-legali non esiste una risposta valida per tutti. Vanno regolate negli accordi tra le parti e seguendo le linee guida di settore, di SIRM e di FNO TSRM e PSTRP. Lo stesso documento FNO riconosce che il processo risente ancora dell'assenza di norme legislative puntuali.

Teleradiologia e telemedicina non sono la stessa cosa
La teleradiologia fa parte della telemedicina, ma non coincide con le prestazioni che uno studio conosce meglio. La differenza più utile da tenere a mente riguarda il paziente: in teleradiologia è presente dove si fa l'esame, non davanti allo schermo del medico.
| Teleradiologia | Televisita | Teleconsulto | |
|---|---|---|---|
| Chi è collegato | Struttura che esegue l'esame e radiologo refertatore | Medico e paziente | Due o più medici |
| Dove sta il paziente | Nella struttura, per l'esame | Davanti allo schermo, a casa o altrove | Non partecipa |
| Cosa viaggia | Immagini diagnostiche e referto | Voce e video | Dati clinici, referti, immagini |
| Esito | Referto radiologico firmato digitalmente | Referto della visita di controllo | Un parere che aiuta il medico richiedente |
| Tempo | Esame in sede, lettura in contemporanea o dopo | In tempo reale | In tempo reale o asincrono |
Per il quadro generale delle prestazioni a distanza c'è la guida sulla telemedicina in ambulatorio. Se il tuo dubbio riguarda la visita a distanza con il paziente, leggi il confronto tra televisita e teleconsulto.

Tracciare chi ha refertato che cosa
In un percorso a distanza la domanda "chi ha scritto questo referto, e quando?" arriva prima o poi. Può arrivare da un paziente, da un controllo interno o da un contenzioso. La risposta deve stare nei sistemi, non nella memoria di qualcuno.
Ambulatorio Facile non è un servizio di teleradiologia e non invia gli studi a refertatori esterni. Il PACS resta quello della struttura o di un fornitore esterno. In Ambulatorio Facile il referto si compila e si finalizza da browser e si firma con firma remota oppure con token e smart card. Un medico della struttura può quindi lavorare anche da una sede diversa da quella dove è stato eseguito l'esame.
Ambulatorio Facile registra sui referti della struttura bozze, finalizzazione, revisioni con storico e l'operatore che ha fatto ogni passaggio:
- Bozze e finalizzazione: il referto si prepara come bozza e poi si finalizza.
- Revisioni con storico: le revisioni del referto si gestiscono conservando lo storico.
- Medici autorizzati: compilazione, finalizzazione e firma dei referti sono riservate ai medici autorizzati.
- Operatore, data e attività: il sistema registra chi ha fatto cosa, quando e con quale tipo di attività, con lo storico dei cambi di stato.
Nei referti della tua struttura Ambulatorio Facile registra bozze, finalizzazione e revisioni con lo storico, e riserva compilazione e firma ai medici autorizzati.
Scopri come funzionano i refertiIl dettaglio sta nella pagina sui referti firmati digitalmente. Come richiesta, immagini e referto restano associati nelle configurazioni integrate lo spiega la pagina sulla diagnostica per immagini. Per chi può fare cosa c'è la pagina su ruoli e permessi.

Errori comuni
Gli errori da evitare con la teleradiologia
- Trattarla come un invio di file. Le fonti di settore chiedono gli stessi criteri di qualità della radiologia in presenza, dal quesito al referto.
- Darla per ammessa in ogni ambulatorio. L'abstract della linea guida in valutazione all'Istituto Superiore di Sanità ne limita l'uso nell'attività ambulatoriale, pubblica e privata. Le eccezioni sono i presidi periferici in aree disagiate e le emergenze organizzative temporanee. La teleradiologia non giustifica la rinuncia ai radiologi che servono secondo gli obblighi di accreditamento. Il testo non è ancora approvato e altre fonti leggono la presenza del radiologo anche come reperibilità. Prima di partire, verificalo con il radiologo responsabile e con la tua Regione.
- Lasciare implicite le responsabilità. Chi esegue, chi referta e chi archivia va scritto negli accordi e nei protocolli, prima di partire.
- Trascurare l'identificazione del paziente. Le immagini ricevute devono riferirsi con certezza alla persona per cui è stato richiesto l'esame.
- Ricevere il referto senza archiviarlo. Un PDF in una casella di posta non è un archivio: il referto firmato va conservato con il resto della documentazione del paziente.
- Confondere teleradiologia e televisita. Sono prestazioni diverse, con attori, consensi ed esiti diversi.
Domande frequenti
Cosa si intende per teleradiologia?
La teleradiologia è l'insieme delle procedure con cui un esame di diagnostica per immagini viene letto e refertato da un radiologo in un altro luogo. L'esame si esegue in una struttura, le immagini viaggiano in formato digitale su reti sicure e il referto torna firmato digitalmente. Il documento FNO TSRM e PSTRP del 21 settembre 2024 ricorda che non è una semplice trasmissione di immagini: deve mantenere gli stessi criteri di qualità della radiologia in presenza.
Come funziona la teleradiologia?
Il percorso ha sette tappe. Si parte dalla richiesta dell'esame con il quesito diagnostico e dall'esecuzione dell'esame da parte del tecnico di radiologia in sede. Le immagini vanno in formato DICOM all'archivio PACS, dove il radiologo refertatore le apre dalla sua postazione. Seguono stesura del referto, firma digitale e restituzione alla struttura. Durante l'esame tecnico e radiologo possono comunicare in tempo reale, per telefono o per via telematica.
Che differenza c'è tra teleradiologia e telerefertazione?
La teleradiologia è l'ambito generale: comprende tutte le attività radiologiche svolte a distanza, come la telegestione e il teleconsulto. La telerefertazione è una prestazione precisa: la relazione del medico, con lo stesso contenuto di un referto in presenza, scritta e trasmessa con sistemi digitali. La definizione viene dalle Indicazioni nazionali per l'erogazione di prestazioni in telemedicina del 17 dicembre 2020, richiamate dal documento FNO TSRM e PSTRP.
Chi firma il referto in teleradiologia?
Lo firma il medico radiologo che lo ha redatto a distanza, con firma digitale. Nella telegestione descritta dal documento FNO TSRM e PSTRP del 21 settembre 2024, il tecnico di radiologia esegue l'esame in sede. Il radiologo, collegato da un altro luogo, coordina il processo. La diagnosi si formalizza con un referto a firma digitale validata del radiologo, che poi torna alla struttura dove è stato eseguito l'esame.
La teleradiologia è regolata da linee guida?
Sì. Il riferimento pubblicato è il Rapporto ISTISAN 10/44 dell'Istituto Superiore di Sanità (2010), sull'assicurazione di qualità in teleradiologia. Il quadro però è in evoluzione. A settembre 2026 una linea guida sulla gestione delle indagini di diagnostica teleradiologica risulta in valutazione all'Istituto Superiore di Sanità. È nel Sistema Nazionale Linee Guida, con SIRM come ente capofila. Nel testo presentato l'uso nell'attività ambulatoriale è limitato a casi precisi. AGENAS ha aperto il 7 agosto 2026 una consultazione pubblica rivolta alle società scientifiche, su un documento di indirizzo. Si chiude il 15 ottobre 2026. Prima di organizzare un servizio, leggi le fonti con il radiologo responsabile.
Prima di partire
La teleradiologia funziona quando ogni tappa ha un responsabile e ogni referto ha una traccia. Le apparecchiature e la rete si scelgono una volta sola, i passaggi si controllano ogni giorno. Se nel tuo centro c'è una sala di diagnostica, possiamo guardare insieme come tenere uniti richieste, referti e firme. Basta una call di mezz'ora con chi sviluppa il gestionale.
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