Codice ATECO Medico e Professioni Sanitarie 2026 + Partita IVA
I nuovi codici ATECO per medici, fisioterapisti, psicologi e infermieri dopo la riforma 2025: tabella vecchio-nuovo, partita IVA e forfettario.

Il codice ATECO del medico e delle professioni sanitarie è cambiato, e non di poco: dal 2025 diverse professioni hanno un codice nuovo, alcuni vecchi codici non esistono più e chi apre oggi la partita IVA trova online guide che citano ancora la classificazione vecchia.
Il codice ATECO è la sigla numerica con cui l'Agenzia delle Entrate classifica la tua attività: dice cosa fai, determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario e finisce su ogni documento fiscale. Per i sanitari sta quasi tutto nella divisione 86, ma la riforma della classificazione ha ridisegnato i gruppi. Qui trovi la tabella aggiornata professione per professione, cosa cambia per la partita IVA e come si incastra con il forfettario.
Ultimo aggiornamento: agosto 2026
In sintesi:
- La classificazione ATECO 2025 è in vigore dal 1° gennaio 2025 ed è quella da usare negli atti e nelle dichiarazioni dal 1° aprile 2025.
- Medici di medicina generale e odontoiatri mantengono il numero (86.21.00 e 86.23.00), cambia la denominazione.
- Psicologi, fisioterapisti, infermieri e ostetriche escono dal vecchio contenitore 86.90 e hanno classi proprie.
- Il codice ATECO non decide se puoi stare in regime forfettario: decide il coefficiente di redditività, che per i sanitari è il 78%.
- Il codice si può cambiare in corsa con una comunicazione, senza aprire una nuova partita IVA.
Cosa è cambiato con la riforma ATECO 2025
Definizione
Il codice ATECO è il codice numerico della classificazione delle attività economiche curata dall'ISTAT, che l'Agenzia delle Entrate usa per identificare l'attività di ogni partita IVA. Per i professionisti sanitari appartiene alla divisione 86, dedicata all'assistenza sanitaria. La versione ATECO 2025 ha sostituito quella del 2007 a partire dal 1° gennaio 2025.
La revisione nasce da un allineamento della classificazione europea, ma per i sanitari ha un effetto concreto: le professioni non mediche, che prima stavano tutte ammassate nel gruppo 86.90 ("altre attività paramediche indipendenti"), ora hanno classi dedicate. È un riconoscimento tecnico che si porta dietro una conseguenza pratica: chi ha aperto la partita IVA prima del 2025 ha un codice che, sulla carta, non esiste più con quella denominazione.
La riconversione è stata gestita in modo automatico dagli enti, quindi nella maggior parte dei casi non serve fare nulla. Vale però la pena controllare che il codice riportato nel proprio cassetto fiscale sia quello nuovo, soprattutto se stai per emettere le prime fatture o se il commercialista ti ha preparato documenti basati sulla vecchia classificazione. La classificazione ufficiale è pubblicata dall'ISTAT e recepita dall'Agenzia delle Entrate.
Tabella dei nuovi codici ATECO per professione sanitaria
Questa è la corrispondenza tra la vecchia classificazione e quella in vigore, professione per professione.
| Professione | Codice fino al 2024 | Codice ATECO 2025 | Denominazione attuale |
|---|---|---|---|
| Medico di medicina generale | 86.21.00 | 86.21.00 | Attività di medicina generale |
| Medico specialista indipendente | 86.22.09 | 86.22.02 | Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti |
| Specialista presso cliniche e centri | 86.22.09 | 86.22.03 | Altre attività di medicina specialistica svolte presso cliniche e centri specialistici |
| Chirurgia estetica | 86.22.06 | 86.22.01 | Trattamenti di chirurgia estetica |
| Odontoiatra | 86.23.00 | 86.23.00 | Attività odontoiatriche |
| Psicologo e psicoterapeuta | 86.90.30 | 86.93.00 | Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici |
| Fisioterapista | 86.90.21 | 86.95.00 | Attività di fisioterapia |
| Infermiere | 86.90.29 | 86.94.01 | Attività infermieristiche |
| Ostetrica | 86.90.29 | 86.94.02 | Attività ostetriche |
| Diagnostica per immagini | 86.90.11 | 86.91.01 | Attività di diagnostica per immagini |
| Laboratorio di analisi | 86.90.12 | 86.91.02 | Attività di laboratorio medico |
| Logopedista e altre professioni sanitarie | 86.90.29 | 86.99.09 | Altre attività varie per la salute umana n.c.a. |
| Chinesiologo | 86.90.29 | 86.96.01 | Chinesiologia |
| Psicomotricista | 86.90.29 | 86.99.03 | Attività di psicomotricità |
Due letture veloci di questa tabella. La prima: se sei psicologo o fisioterapista e leggi ancora in giro 86.90.30 o 86.90.21, stai leggendo una guida vecchia. La seconda: il vecchio 86.90.29, il contenitore in cui finivano quasi tutte le professioni sanitarie non mediche, è stato smontato e i suoi occupanti hanno preso strade diverse.

Codice ATECO medico: quale scegliere davvero
Per un medico la scelta non dipende dal titolo, dipende da come e dove eroghi la prestazione.
86.21.00, Attività di medicina generale. È il codice del medico di famiglia e, in generale, di chi esercita la medicina generale: convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, sostituzioni, continuità assistenziale, guardia medica. È anche il codice con cui, di norma, parte il neolaureato abilitato che fa sostituzioni prima della specializzazione.
86.22.02, medicina specialistica svolta da specialisti indipendenti. È il codice del libero professionista con la propria specializzazione e il proprio studio: il ginecologo che visita nel suo ambulatorio, il cardiologo che affitta una stanza in un centro, lo specialista che lavora in intramoenia allargata.
86.22.03, medicina specialistica presso cliniche e centri specialistici. Serve quando l'attività si svolge dentro una struttura organizzata, come una clinica o un poliambulatorio. È la classe tipica delle società e delle strutture, più che del singolo professionista che vi presta servizio: se hai in mente di aprire un poliambulatorio, è questo il perimetro.
86.22.01, trattamenti di chirurgia estetica. Attenzione, perché qui il codice non è solo un'etichetta. La chirurgia estetica senza finalità terapeutica non gode dell'esenzione IVA prevista per le prestazioni sanitarie, quindi la scelta del codice va a braccetto con il trattamento IVA delle tue fatture.
Il codice non è per sempre
Se sbagli, o se la tua attività cambia, il codice ATECO si modifica con una comunicazione di variazione dati all'Agenzia delle Entrate. Non serve chiudere e riaprire la partita IVA, e non c'è un costo per l'operazione in sé. È un errore recuperabile: il vero errore è tenersi un codice sbagliato per anni.
Codice ATECO fisioterapista: 86.95.00
Il fisioterapista libero professionista usa il codice 86.95.00, Attività di fisioterapia. È una classe nuova e dedicata: fino al 2024 la fisioterapia stava dentro il gruppo 86.90 con il codice 86.90.21, insieme a un insieme di attività molto diverse tra loro.
Il cambio ha un valore pratico oltre che formale. Una classe dedicata rende più leggibile l'attività a chi legge il tuo profilo fiscale, dalle banche che valutano un finanziamento alle assicurazioni professionali. Se stai valutando i passi per metterti in proprio, il quadro completo di requisiti, costi e adempimenti è nella guida su come aprire uno studio di fisioterapia.
Un chiarimento che serve spesso: il codice 86.95.00 riguarda l'attività di fisioterapia esercitata dal professionista abilitato e iscritto all'albo. Le attività di benessere e trattamento del corpo senza finalità riabilitativa rientrano altrove, nella classe 86.99.01, e hanno un trattamento fiscale diverso. Non è una sottigliezza: è la differenza tra prestazione sanitaria esente da IVA e servizio ordinario.

Psicologi, infermieri, ostetriche, logopedisti e odontoiatri
Psicologi e psicoterapeuti: 86.93.00. La denominazione ufficiale è "Attività di psicologi e psicoterapeuti, esclusi i medici". Il vecchio 86.90.30 è superato. La precisazione "esclusi i medici" serve a separare lo psicologo dal medico psichiatra, che resta nella medicina specialistica. Per il percorso completo di avvio c'è la guida su come aprire uno studio di psicologia.
Infermieri: 86.94.01. Gli infermieri liberi professionisti hanno finalmente una classe propria, "Attività infermieristiche", uscendo dal vecchio 86.90.29. Vale per l'assistenza domiciliare, le prestazioni a domicilio e l'attività ambulatoriale infermieristica.
Ostetriche: 86.94.02. Stessa logica, classe gemella dedicata alle "Attività ostetriche".
Logopedisti: 86.99.09. Qui la risposta è meno elegante, ed è giusto dirlo con chiarezza. La logopedia non ha ricevuto una classe dedicata: rientra nella classe residuale "Altre attività varie per la salute umana n.c.a.", dove finiscono le professioni sanitarie senza una voce propria. È la stessa collocazione di diverse professioni dell'area tecnico-riabilitativa. Se stai per aprire uno studio di logopedia, mettilo in conto: il codice è corretto ma poco descrittivo, e conviene accompagnarlo con una descrizione dell'attività precisa nel modello di apertura.
Odontoiatri: 86.23.00. Il numero non cambia, cambia la denominazione, che passa da "Attività degli studi odontoiatrici" ad "Attività odontoiatriche". Nessun adempimento da fare per chi è già attivo. Il resto dell'iter per aprire uno studio dentistico è invariato.

Come si apre la partita IVA sanitaria
L'apertura in sé è gratuita e si fa in pochi giorni. I passaggi sono cinque.
- Verifica i requisiti dell'ordine. Abilitazione e iscrizione all'albo o all'ordine di competenza vengono prima di tutto il resto. Senza, la partita IVA non ha oggetto.
- Scegli il codice ATECO. È il passaggio di questa guida: prendi il codice della tua professione dalla tabella e prepara una descrizione dell'attività coerente.
- Presenta il modello di inizio attività. Per i professionisti è il modello AA9/12, che si trasmette telematicamente all'Agenzia delle Entrate, in proprio o tramite il commercialista. È gratuito.
- Iscriviti alla cassa previdenziale. Medici e odontoiatri all'ENPAM, psicologi all'ENPAP, infermieri all'ENPAPI, veterinari all'ENPAV. Le professioni sanitarie prive di cassa autonoma versano alla Gestione Separata INPS: verifica con il tuo ordine o collegio, perché è il punto in cui si sbaglia più spesso.
- Attiva PEC, fatturazione elettronica e polizza. La PEC è obbligatoria, la fatturazione elettronica ha regole specifiche per la sanità e la polizza di responsabilità civile professionale è richiesta per legge ai professionisti sanitari.
Il tempo reale, se hai i documenti pronti, è di qualche giorno. Il tempo che serve davvero è quello per decidere il regime fiscale, ed è il passaggio successivo.
Regime forfettario per i professionisti sanitari
Chiariamo subito l'equivoco più diffuso: nessun codice ATECO sanitario è escluso dal regime forfettario. Il codice non determina l'accesso, determina il coefficiente di redditività, cioè la quota dei compensi su cui si pagano le imposte.
Per le attività professionali e sanitarie il coefficiente è il 78%. Significa che su 40.000 euro di compensi incassati la base imponibile è 31.200 euro, e il restante 22% è considerato forfettariamente come costo, che tu abbia speso quella cifra oppure no.
Su quella base si applica l'imposta sostitutiva, che è del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni in caso di nuova attività, se rispetti le condizioni previste (in sostanza, non aver esercitato la stessa attività nei tre anni precedenti). A questo si aggiungono i contributi della cassa di appartenenza, che sono deducibili.
Il requisito principale per entrare e restare nel forfettario è il limite di 85.000 euro di compensi nell'anno precedente. Esiste anche un limite ai redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell'anno precedente, che negli ultimi anni è stato ritoccato dalle leggi di bilancio: è il classico parametro da verificare per l'anno in corso, non da dare per scontato.
Questa non è consulenza fiscale
Le regole del regime forfettario cambiano quasi ogni anno con la legge di bilancio, e i casi particolari sono la norma in sanità: rapporto di lavoro dipendente in ospedale, attività in intramoenia, borse di specializzazione, prestazioni verso strutture. Usa questa guida per orientarti, poi conferma la tua posizione con un commercialista prima di trasmettere il modello.

IVA esente e marca da bollo: cosa cambia in fattura
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione della persona sono esenti da IVA ai sensi dell'articolo 10 del DPR 633/1972. È il motivo per cui la fattura del medico non ha l'IVA al 22%.
Da qui discende una conseguenza che sorprende chi emette le prime fatture: sulle fatture esenti da IVA di importo superiore a 77,47 euro va applicata la marca da bollo da 2 euro. Chi la paga è materia di accordo con il paziente, ma l'obbligo di apporla è di chi emette il documento. Il meccanismo, insieme al caso della fattura elettronica, è spiegato passo passo nella guida su come fare una fattura da medico e in quella sulla fattura elettronica per i medici.
Attenzione all'eccezione: le prestazioni senza finalità terapeutica, tipicamente la medicina e la chirurgia estetica, non godono dell'esenzione. Chi apre con il codice 86.22.01 lavora in un regime IVA diverso dal collega con 86.22.02, e i due casi non vanno confusi.
C'è poi l'adempimento che riguarda quasi tutti i sanitari: l'invio dei dati delle spese al Sistema Tessera Sanitaria, che alimenta il 730 precompilato dei pazienti. Non è collegato al codice ATECO, ma è la scadenza che si scopre tardi e si subisce: trovi tempi e modalità nella guida su come si inviano le fatture al Sistema Tessera Sanitaria.
Gli errori più comuni
- Copiare il codice da una guida datata. Metà dei contenuti online cita ancora 86.90.30 per gli psicologi o 86.90.21 per i fisioterapisti. Sono codici della classificazione superata.
- Scegliere il codice più generico per sicurezza. La classe residuale 86.99.09 è corretta per chi non ha una voce dedicata, ma usarla quando esiste la classe specifica rende il tuo profilo illeggibile e può creare attriti con banche e assicurazioni.
- Confondere prestazione sanitaria e servizio alla persona. Riabilitazione e benessere hanno codici e regimi IVA diversi. La sovrapposizione è la causa più frequente di rettifiche.
- Aprire la partita IVA prima dell'iscrizione all'albo. L'ordine viene prima: senza iscrizione la prestazione sanitaria non è esercitabile e il codice perde senso.
- Dimenticare la cassa previdenziale. L'apertura della partita IVA non iscrive automaticamente alla cassa: è un adempimento separato, con scadenze proprie.
Dopo la partita IVA: far girare davvero lo studio
Il codice ATECO e il regime fiscale sono la parte che si sistema una volta. Quello che poi occupa le giornate è un'altra cosa: le prenotazioni, i pazienti che non si presentano, l'agenda che vive su un quaderno o su un foglio Excel, il telefono che squilla mentre stai visitando.
È il punto in cui uno studio appena aperto perde più tempo di quanto immagini. Un'agenda digitale condivisa e i promemoria automatici ai pazienti sono i due strumenti che cambiano di più il primo anno di attività: i promemoria automatici riducono le mancate presentazioni fino al 30%, e sono anche il modo più semplice per non passare la giornata al telefono. Se vuoi capire come funziona in pratica, guarda l'agenda digitale e la parte di fatturazione con invio al Sistema Tessera Sanitaria.
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Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per la partita IVA di un medico?
Dipende da come eserciti. Il medico di medicina generale usa il codice 86.21.00 (Attività di medicina generale). Il medico specialista che lavora in proprio usa 86.22.02 (Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti). Chi opera dentro cliniche, poliambulatori o centri specialistici usa 86.22.03. La chirurgia estetica ha un codice a sé, 86.22.01.
Qual è il codice ATECO per un medico specialista?
Il codice è 86.22.02, Altre attività di medicina specialistica svolte da medici specialisti indipendenti, quando lo specialista esercita come libero professionista con il proprio studio o in regime di sostituzione. Se invece la prestazione viene resa presso una clinica, un poliambulatorio o un centro specialistico, la classe corretta è 86.22.03. La distinzione non è sulla specializzazione, ma su dove e come si eroga la prestazione.
Il codice ATECO 86.22.02 è compatibile con il regime forfettario?
Sì. Nessun codice ATECO sanitario è escluso dal regime forfettario: il codice determina il coefficiente di redditività, non l'ammissibilità. Per le attività professionali e sanitarie il coefficiente è il 78%, quindi si tassa il 78% dei compensi incassati. Restano da rispettare i requisiti generali, a partire dal limite di 85.000 euro di compensi nell'anno precedente.
Qual è il codice ATECO per un medico appena laureato?
Il neolaureato abilitato che fa sostituzioni di medicina generale, continuità assistenziale o guardie apre di norma con 86.21.00, la medicina generale. Il passaggio a 86.22.02 arriva con la specializzazione e con l'attività specialistica vera e propria. Il codice non è definitivo: si può variare in qualsiasi momento con una comunicazione all'Agenzia delle Entrate, senza aprire una nuova partita IVA.
Qual è il codice ATECO per un medico del lavoro?
Non esiste una classe ATECO dedicata alla sola medicina del lavoro. Il medico competente che opera come libero professionista rientra tra i medici specialisti indipendenti, quindi 86.22.02; se svolge l'attività all'interno di una struttura sanitaria si applica 86.22.03. Vale la pena confermarlo con il commercialista, perché la scelta incide su come vengono lette le tue fatture verso le aziende.
Il codice ATECO è uno di quei passaggi che spaventano più di quanto pesino: si sceglie in cinque minuti con la tabella giusta davanti, e si corregge se serve. Quello che non si corregge da solo è il tempo che uno studio perde ogni giorno sull'organizzazione. Se stai partendo adesso, sistema il codice con il commercialista e usa l'energia che ti resta per decidere come gestirai agenda e pazienti dal primo giorno.
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