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Marca da Bollo su Fatture Mediche: Quando, Quanto e Chi Paga [2026]

La marca da bollo sulle fatture mediche è di 2 euro sopra 77,47 euro, se la prestazione è esente IVA. Chi la paga, come si assolve, sanzioni e Sistema TS.

(aggiornato: )12 min di lettura
Fattura medica con marca da bollo da 2 euro applicata sopra la soglia di 77,47 euro

Ogni studio la incontra alla prima fattura sopra i 77 euro: la marca da bollo sulle fatture mediche è un adempimento da 2 euro che genera più domande di quanto valga. Chi la paga, quando si mette, che succede se manca, come si gestisce quando la fattura è un PDF che parte dal gestionale e non un foglio su cui incollare un contrassegno. Qui trovi le risposte con i riferimenti normativi, scritte dal lato di chi la fattura la emette.

La marca da bollo sulle fatture mediche è dovuta nella misura di 2 euro quando il documento supera 77,47 euro e la prestazione è esente IVA. L'obbligato è chi emette la fattura, in solido con il paziente, ma l'importo si può addebitare al paziente come voce separata, che in quel caso lo detrae insieme alla spesa sanitaria.

Ultimo aggiornamento: settembre 2026

Medico che controlla l'importo di una fattura per verificare se scatta la marca da bollo
La regola sta in due numeri: 77,47 euro di soglia e 2 euro di imposta

In sintesi

  • Soglia: 77,47 euro di importo del documento. Sopra questa cifra scatta il bollo, sotto no.
  • Importo: 2 euro per documento, una sola marca anche se la fattura ha più pagine.
  • Condizione: la prestazione deve essere esente IVA. Se c'è IVA, niente bollo.
  • Chi paga: l'emittente è l'obbligato verso il fisco, ma può addebitare i 2 euro al paziente, che li detrae.
  • Come si assolve: contrassegno fisico sul cartaceo, oppure bollo virtuale con autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate e versamento con F24.
  • Se manca: sanzione dal 100% al 500% dell'imposta, con ravvedimento possibile.

Cos'è la marca da bollo sulle fatture mediche

Definizione

La marca da bollo sulle fatture mediche è l'imposta di bollo da 2 euro prevista dall'articolo 13 della Tariffa allegata al DPR 642/1972 per le fatture, ricevute e note di importo superiore a 77,47 euro relative a operazioni esenti o fuori campo IVA. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA per l'articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972: per questo la maggior parte delle fatture mediche sopra la soglia porta il bollo.

La logica di fondo è semplice: lo Stato tassa i documenti che certificano un pagamento. Quando sull'operazione c'è già l'IVA, il bollo non si applica, perché le due imposte sono alternative. Quando l'IVA manca, come nella quasi totalità delle prestazioni di cura, subentra il bollo. È il motivo per cui il dentista, il fisioterapista, lo psicologo e il medico di base condividono lo stesso adempimento.

La soglia di 77,47 euro è l'eredità delle vecchie 150.000 lire e si calcola sul totale del documento, compresi eventuali rimborsi spese e contributi integrativi di cassa. Il bollo stesso, invece, non concorre alla soglia.

Quando serve e quando no

La regola ha due condizioni che devono valere insieme:

  1. L'importo supera 77,47 euro. Una fattura da 77,47 euro esatti non ha bollo. Una da 77,48 sì.
  2. La prestazione è esente IVA. È il caso normale per visite, terapie, esami e trattamenti con finalità di diagnosi, cura e riabilitazione.

Se manca anche una sola delle due condizioni, il bollo non si applica. I casi in cui la seconda condizione salta sono pochi ma reali: prestazioni di medicina estetica senza finalità terapeutica, perizie e certificazioni non legate alla cura, consulenze a società. In questi casi la prestazione è imponibile IVA e il bollo non è dovuto, come approfondiamo nella guida su IVA e medicina estetica.

Sulle fatture miste, con una parte esente e una imponibile, il bollo si applica solo se la quota esente supera da sola i 77,47 euro.

Schema a due condizioni per capire quando applicare il bollo sulla fattura medica
Due condizioni insieme: importo sopra 77,47 euro e prestazione esente IVA

Chi paga davvero i 2 euro

Qui la confusione è massima, perché la norma e la prassi dicono due cose diverse e sono entrambe vere.

Per la legge l'obbligato al pagamento è chi emette il documento. Il DPR 642/1972 prevede però la solidarietà: se il bollo manca, l'Agenzia delle Entrate può chiedere l'imposta e la sanzione anche a chi ha ricevuto la fattura. Il paziente che si tiene in mano una fattura senza bollo, in altre parole, non è al riparo.

Nella prassi il medico può addebitare i 2 euro al paziente come voce separata: "imposta di bollo 2,00 euro". È legittimo, diffusissimo e conveniente per entrambi. Il paziente, infatti, se il bollo è indicato a parte, lo porta in detrazione al 19% come onere accessorio della prestazione, secondo la circolare 7/E del 4 aprile 2017 dell'Agenzia delle Entrate e la risoluzione 444/E del 18 novembre 2008. Se il bollo resta a carico del medico e non compare in fattura, il paziente detrae solo la prestazione.

Per il medico l'effetto è quasi neutro: i 2 euro addebitati sono un ricavo, il costo del contrassegno è deducibile. Chi è in regime forfettario fa un'eccezione: i 2 euro incassati entrano nel fatturato, ma il costo della marca non si deduce, perché il forfettario non deduce i costi analitici. È un dettaglio, ma su centinaia di fatture l'anno vale la pena saperlo, come spieghiamo nella guida alla fattura del medico in regime forfettario.

La riga da scrivere in fattura

Aggiungi una riga separata "Imposta di bollo (DPR 642/1972) 2,00 euro" sotto l'importo della prestazione. Così il paziente la detrae, il totale è chiaro e in caso di controllo si vede subito che l'imposta è stata assolta.

Come si assolve: contrassegno, bollo virtuale, fattura elettronica

Il modo dipende da come emetti la fattura. Le fatture al paziente privato restano cartacee o in PDF, perché l'invio allo SdI è vietato per le prestazioni sanitarie verso persone fisiche, come spieghiamo nella guida alla fattura elettronica per i medici. Le fatture a società, cliniche ed enti passano invece dallo SdI. I due mondi assolvono il bollo in modo diverso.

Come emetti la fatturaCome assolvi il bolloCosa scrivi sul documento
Cartacea al pazienteContrassegno fisico applicato sull'originale, data uguale o precedente a quella della fatturaSulla copia che conservi: "Imposta di bollo assolta sull'originale"
PDF al paziente dal gestionaleBollo virtuale con autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate (articolo 15 del DPR 642/1972), versamento periodico con F24"Imposta di bollo assolta in modo virtuale, autorizzazione n. ... del ..."
Elettronica via SdI (a società, cliniche, PA)Campo DatiBollo valorizzato nel file XML; l'Agenzia calcola il dovuto e si versa per trimestre con i codici tributo 2521, 2522, 2523, 2524Il campo XML basta, la dicitura è opzionale

Sul cartaceo vale una regola che molti studi violano senza saperlo: la marca deve avere una data non successiva a quella della fattura. Comprare i contrassegni dopo, per "mettere a posto" le fatture di un mese, produce documenti irregolari.

Il bollo virtuale è la soluzione per chi ha smesso di stampare. Si chiede un'autorizzazione all'Agenzia delle Entrate, si indica in fattura la dicitura con gli estremi e si versa l'imposta con il modello F24 in base al numero di documenti emessi. Per uno studio che fattura in PDF dal gestionale è il modo pulito di chiudere la questione senza tenere un blocco di contrassegni nel cassetto.

Per le fatture elettroniche il meccanismo è automatico: si valorizza il campo del bollo nel tracciato, l'Agenzia mette a disposizione il riepilogo trimestrale nel portale Fatture e Corrispettivi e si paga con F24. Se l'importo del primo trimestre non supera 250 euro il versamento si può rinviare alla scadenza del secondo, e lo stesso vale per il cumulo dei primi due trimestri sotto la stessa soglia.

Tre modalità di assolvimento del bollo: contrassegno cartaceo, bollo virtuale e fattura elettronica
Contrassegno sul cartaceo, bollo virtuale sul PDF, campo XML sull'elettronica: tre strade per la stessa imposta

Marca da bollo e Sistema Tessera Sanitaria

Il bollo non cambia nulla nell'invio al Sistema TS, ma un dubbio ricorre: l'importo da trasmettere comprende i 2 euro? Se il bollo è stato addebitato al paziente ed è indicato in fattura, fa parte della spesa sostenuta e concorre alla detrazione, quindi va trasmesso insieme alla prestazione. La spesa che il paziente ritrova nel 730 precompilato è l'intero importo pagato, bollo incluso. Le scadenze e il funzionamento dell'invio sono nella guida al Sistema Tessera Sanitaria per l'invio delle fatture.

Se invece hai emesso una fattura senza bollo per errore, il documento resta valido ai fini della detrazione del paziente: la mancanza del contrassegno espone alla sanzione, non fa perdere l'agevolazione.

Errori comuni e sanzioni

Gli errori che si vedono più spesso

  1. Marca con data successiva alla fattura: il documento risulta irregolare anche se l'imposta è stata pagata.
  2. Bollo sotto soglia: mettere i 2 euro su una fattura da 60 euro non è vietato, ma è denaro buttato e confonde il paziente.
  3. Bollo su prestazione con IVA: doppia imposta, non dovuta.
  4. Bollo dimenticato sulle fatture sopra soglia: la sanzione dell'articolo 25 del DPR 642/1972 va dal 100% al 500% dell'imposta, quindi da 2 a 10 euro per documento, oltre all'imposta. Su un anno di fatture non è più una cifra simbolica.
  5. Bollo non evidenziato a parte: il paziente perde la detrazione dei 2 euro e chiama in segreteria per farsi rifare la fattura.

Chi si accorge di aver omesso il bollo può regolarizzare con il ravvedimento operoso dell'articolo 13 del D.Lgs. 472/1997, che riduce la sanzione in proporzione alla tempestività. Per il come e il quanto conviene passare dal commercialista: la cifra è piccola, la procedura no.

Segretaria di studio medico che verifica un blocco di fatture per la presenza del bollo
Un controllo mensile delle fatture sopra soglia evita ravvedimenti e telefonate dei pazienti

Come Ambulatorio Facile gestisce il bollo in fattura

In uno studio che fattura a mano il bollo è una decisione ripetuta cento volte al mese: guardare l'importo, ricordare la soglia, applicare o non applicare, scrivere la riga giusta. È il tipo di operazione in cui l'errore non nasce dall'ignoranza ma dalla ripetizione.

Nel modulo di fatturazione e Sistema Tessera Sanitaria di Ambulatorio Facile la regola è impostata una volta: sopra 77,47 euro, su prestazione esente, la riga del bollo compare da sola, con la dicitura corretta, e l'importo trasmesso al Sistema TS include quanto il paziente ha pagato davvero. La fattura nasce dall'agenda, quindi il paziente, la prestazione e l'importo sono già lì, e la segreteria non ricopia nulla.

Fatture con bollo e invio TS dalla stessa agenda

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Se oggi fatturi con un programma separato dal gestionale, la guida su come scegliere un software di fatturazione per medici mette a confronto le opzioni. E se fatturi anche a una struttura, il caso è diverso e lo trattiamo nella guida al medico che fattura alla struttura sanitaria.

Schermata di gestionale medico che aggiunge in automatico la riga del bollo alla fattura
La regola impostata una volta vale per tutte le fatture dello studio

Domande frequenti

Chi deve pagare i 2 euro di marca da bollo sulla fattura medica?

L'obbligato verso il fisco è chi emette la fattura, cioè il medico o la struttura, che risponde in solido con il paziente ai sensi del DPR 642/1972. È però legittimo e diffuso addebitare i 2 euro al paziente come voce separata della fattura. In quel caso il bollo diventa un onere accessorio della prestazione e il paziente lo detrae nel 730 insieme alla spesa sanitaria, purché sia evidenziato a parte nel documento.

Quando va messa la marca da bollo sulle ricevute mediche?

Quando ricorrono insieme due condizioni: l'importo del documento supera 77,47 euro e la prestazione è esente IVA, come lo sono di norma le prestazioni sanitarie ai sensi dell'articolo 10, numero 18, del DPR 633/1972. Sotto la soglia non serve. Se la prestazione è imponibile IVA, per esempio in medicina estetica senza finalità terapeutica, il bollo non è dovuto a prescindere dall'importo, perché l'IVA lo sostituisce.

Quanto tempo ho per mettere la marca da bollo sulla fattura?

Sul documento cartaceo il contrassegno va applicato al momento dell'emissione: la data stampata sulla marca deve essere uguale o precedente a quella della fattura, mai successiva. Chi assolve il bollo in modo virtuale con autorizzazione dell'Agenzia delle Entrate versa l'imposta con il modello F24 alle scadenze periodiche previste, mentre per le fatture elettroniche inviate allo SdI il versamento segue le scadenze trimestrali con i codici tributo da 2521 a 2524.

È possibile avere una fattura medica senza marca da bollo?

Sì, in due casi: se l'importo non supera 77,47 euro, oppure se la prestazione è soggetta a IVA. Fuori da questi casi la fattura senza bollo è irregolare e si applica la sanzione dell'articolo 25 del DPR 642/1972, dal 100% al 500% dell'imposta non versata, riducibile con il ravvedimento operoso. Il paziente può comunque detrarre la spesa: la mancanza del bollo non fa perdere la detrazione, ma espone entrambe le parti alla richiesta del tributo.

La marca da bollo sulla fattura medica è detraibile nel 730?

Sì, quando è stata addebitata al paziente ed è indicata separatamente in fattura. In quel caso è un onere accessorio della prestazione sanitaria e rientra nella spesa detraibile al 19%, come chiarito dall'Agenzia delle Entrate nella circolare 7/E del 2017 e nella risoluzione 444/E del 2008. Se invece il bollo resta a carico del medico e non compare come voce a parte, il paziente detrae solo l'importo della prestazione.


Le informazioni fiscali di questa guida sono aggiornate a settembre 2026 e hanno valore orientativo. Per il tuo caso specifico, in particolare per l'autorizzazione al bollo virtuale e per la regolarizzazione di fatture già emesse, confrontati con il tuo commercialista.

Hai una domanda sulla fatturazione del tuo studio che qui non trovi? Scrivici su WhatsApp o dalla pagina contatti: rispondiamo noi, non un centralino.

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Simone Frosini
Simone Frosini

Sviluppatore, si occupa ogni giorno del software e dell'assistenza di Ambulatorio Facile. Su questo blog scrive di gestione degli ambulatori partendo dai problemi reali di medici e segreterie.

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