FSE 2.0 per i Medici: Fascicolo Sanitario Elettronico e Obblighi
FSE 2.0 per strutture private e studi medici: chi deve alimentare il fascicolo, entro quanti giorni e cosa cambia dal 31 marzo 2026.

Con il FSE 2.0 strutture private e professionisti sanitari autonomi alimentano il fascicolo sanitario elettronico entro cinque giorni dalla prestazione e ne rispondono. Per anni il fascicolo è stato "una cosa delle ASL". Lo alimentavano ospedali e laboratori pubblici. Lo studio privato ci finiva dentro solo quando il paziente ci portava un referto da fotocopiare. Il FSE 2.0 cambia la direzione del flusso: chi eroga la prestazione la deposita nel fascicolo, anche se lavora fuori dal Servizio Sanitario Nazionale. Questa guida spiega cosa significa per un medico e per uno studio, senza il linguaggio dei decreti.
Il fascicolo sanitario elettronico è l'archivio digitale nazionale dei documenti clinici di ogni cittadino, gestito dalle regioni e dal Ministero della Salute. Con il FSE 2.0 i medici e le strutture, anche private, che erogano una prestazione devono alimentarlo con i documenti prodotti entro 5 giorni. Il paziente vi accede con SPID o CIE e decide chi può consultarlo. Per uno studio privato il documento tipico da inviare è il referto specialistico firmato digitalmente.
Ultimo aggiornamento: 22 ottobre 2026

In sintesi
- Il FSE 2.0 nasce dal decreto legge 34/2020 e dal decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023.
- Chi eroga alimenta: anche le strutture private e i professionisti fuori dal SSN, con dati e documenti entro 5 giorni dalla prestazione.
- Il decreto del 30 dicembre 2024 ha scaglionato l'attuazione in tre fasi. Dopo il decreto dell'11 novembre 2025 le scadenze sono 30 giugno 2025, 31 dicembre 2025 e 31 marzo 2026.
- Il documento tipico dello studio è il referto firmato digitalmente; fatture e appunti restano fuori.
- Il paziente consulta con SPID o CIE, decide chi può leggere, può oscurare e vede chi ha avuto accesso.
FSE 2.0 per le strutture private: obblighi e tempi
Le strutture sanitarie private autorizzate e i professionisti che operano in autonomia alimentano il FSE 2.0 entro cinque giorni dalla prestazione. Ne rispondono se l'invio manca, è in ritardo o è inesatto. Lo stabilisce l'articolo 12 del decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre 2023.
- Chi alimenta: aziende sanitarie pubbliche, strutture accreditate, strutture autorizzate ed esercenti le professioni sanitarie che operano in autonomia (articolo 12, comma 1).
- Cosa si invia: i dati e i documenti dell'articolo 3, anche per le prestazioni erogate fuori dal Servizio Sanitario Nazionale.
- Entro quando: cinque giorni dall'erogazione della prestazione (articolo 12, comma 3).
- Da quando: dal 19 maggio 2020 per le prestazioni fuori dal SSN, come indicano l'articolo 27 del decreto e il portale ufficiale del FSE.
- Sanzioni: il decreto non ne indica di proprie, ma l'articolo 12 rende responsabili della mancata, intempestiva o inesatta alimentazione.
- Oscuramento: il paziente può chiedere di oscurare un documento al momento della prestazione e l'erogatore deve informarlo (articolo 9, comma 3).
- Anonimato: se il paziente sceglie una prestazione in anonimato, l'erogatore non alimenta il fascicolo (articolo 6, comma 3).
- Tempi: le tre fasi attuative, con scadenza finale al 31 marzo 2026, sono spiegate più sotto.
Ambulatorio Facile, gestionale web per ambulatori e poliambulatori, prepara i referti per l'alimentazione del FSE e mostra stato degli invii, ricevute, scarti e reinvii. Il collegamento avviene con un canale regionale configurabile, compresa la Regione Umbria, nell'ambito dell'integrazione prevista; l'operatività si verifica in collaudo con la struttura.
Cos'è il fascicolo sanitario elettronico e cosa cambia con il 2.0
Il fascicolo esiste dal 2012 ed è stato regolato per anni dal DPCM 178/2015, che ne definiva contenuti e accessi. Il problema era doppio: le regioni lo avevano costruito ciascuna a modo proprio, e l'alimentazione era di fatto affidata solo al pubblico. Il decreto legge 34/2020, all'articolo 11, ha riscritto il modello. Punta su un fascicolo uniforme a livello nazionale, alimentato da tutti i soggetti che erogano prestazioni, pubblici e privati.
Il decreto attuativo del 7 settembre 2023, detto decreto FSE 2.0, ha fissato contenuti, responsabilità, livelli di accesso e garanzie sui dati. Due punti pesano più degli altri per chi lavora in uno studio. Il primo è la responsabilità esplicita di chi non alimenta il fascicolo (articolo 12). Il secondo riguarda le prestazioni fuori dal Servizio Sanitario Nazionale: il fascicolo si alimenta anche con quelle, dal 19 maggio 2020 (articolo 27).
La regola in una frase
Con il FSE 2.0 il documento clinico segue la prestazione. Chi la eroga, pubblico o privato, deposita nel fascicolo i referti e i documenti prodotti entro 5 giorni. Ne risponde se non lo fa o lo fa in ritardo.
Chi deve alimentare il fascicolo
Il decreto del 2023 elenca i soggetti che concorrono all'alimentazione del fascicolo. Per capire dove ti collochi:
| Soggetto | Ruolo nel FSE 2.0 |
|---|---|
| Aziende sanitarie, ospedali, laboratori pubblici | Alimentano da anni; oggi con contenuti e tempi uniformi |
| Medici di medicina generale e pediatri di libera scelta | Alimentano e curano il profilo sanitario sintetico del paziente |
| Strutture sanitarie private accreditate | Alimentano per le prestazioni in convenzione e, con il 2.0, anche per quelle private |
| Strutture private autorizzate e professionisti fuori dal SSN | Alimentano con dati e documenti entro 5 giorni, anche per prestazioni erogate fuori dal SSN |
| Farmacie | Alimentano per le prestazioni e i servizi erogati |
| Paziente | Non carica documenti clinici, ma può scrivere nel taccuino personale |
La riga in grassetto è la novità per lo studio privato. Uno specialista che visita in regime privato e produce un referto è tra i soggetti che alimentano il fascicolo. Il referto non è più solo un foglio da consegnare, è un documento che deve arrivare nell'archivio del paziente.

Le tre fasi attuative: scadenze e contenuti
Il decreto del 7 settembre 2023 chiedeva un'attuazione che nella realtà non poteva essere immediata. Il decreto del 30 dicembre 2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 febbraio 2025, ha inserito l'articolo 27-bis con una disciplina transitoria in tre fasi. Il decreto dell'11 novembre 2025, pubblicato il 10 dicembre 2025, ha spostato le prime due scadenze e sostituito l'Allegato D.
- I fase, entro il 30 giugno 2025: oscuramento automatico dei documenti collegati a una prescrizione oscurata, referti compresi. Registrazione delle operazioni sul fascicolo, che il paziente può vedere.
- II fase, entro il 31 dicembre 2025: identificazione dell'assistito tramite l'Anagrafe nazionale degli assistiti e dati a maggiore tutela dell'anonimato oscurati all'origine. Accesso graduale di infermieri, farmacisti e personale amministrativo, taccuino personale completo.
- III fase, entro il 31 marzo 2026: contenuti completi del fascicolo e profilo sanitario sintetico di medici di base e pediatri. Accesso per i minori e sistema delle deleghe. Alimentazione entro cinque giorni, anche per le prestazioni fuori dal SSN. Accesso online delle strutture sanitarie private autorizzate tramite il Portale nazionale FSE e servizi online da un'unica interfaccia regionale.
Le descrizioni dell'Allegato D parlano di ciò che le Regioni e le Province autonome devono garantire. Per lo studio, l'obbligo di alimentare entro cinque giorni nasce dall'articolo 12 del decreto del 2023. La terza fase chiede che in tutte le Regioni questa alimentazione sia assicurata, anche per le prestazioni fuori dal SSN. La prima cosa da fare è verificare come la propria Regione organizza l'invio dei documenti da parte delle strutture private.
Quali documenti vanno nel fascicolo
Il fascicolo raccoglie i documenti clinici, non tutto quello che lo studio produce. Il nucleo minimo, già previsto dal DPCM 178/2015 e confermato dal decreto del 2023, comprende:
- Referti di laboratorio, radiologia, anatomia patologica e specialistica ambulatoriale.
- Lettere di dimissione e verbali di pronto soccorso.
- Prescrizioni farmaceutiche e specialistiche, con il loro stato.
- Vaccinazioni, certificati, piani terapeutici, il profilo sanitario sintetico del medico di base.
- Il taccuino personale, dove il paziente annota informazioni proprie.
Per uno studio privato il documento ricorrente è il referto specialistico. Perché possa essere inviato deve avere due caratteristiche. Deve essere un documento strutturato secondo gli standard previsti dal sistema regionale, ed essere firmato digitalmente dal medico refertante. Senza firma il documento non è valido per il fascicolo. Le fatture, gli appunti della visita e le note della segreteria restano fuori, e restano nella scheda del paziente dello studio.
Firma digitale, non firma grafometrica
La firma che serve per il referto nel fascicolo è la firma digitale qualificata del medico, con certificato personale. La firma grafometrica sul tablet, quella che lo studio usa per i consensi del paziente, è un'altra cosa e non sostituisce la firma del refertante. Ne abbiamo scritto nella guida sulla firma grafometrica nello studio medico.
Come si accede e chi può leggere
L'accesso al fascicolo segue due binari. Il paziente entra con SPID o CIE dal portale della propria regione o da quello nazionale. Vede tutti i suoi documenti, decide se dare il consenso ai professionisti, può oscurare singoli documenti e vede il registro degli accessi.
Il professionista accede dal sistema regionale, con il proprio profilo di operatore sanitario, e solo per finalità di cura. Il decreto del 2023 prevede livelli diversi per medici, infermieri, farmacisti e personale amministrativo, e ogni consultazione resta registrata. Per i medici del SSN le modalità sono quelle della propria regione, spesso integrate nel software di cartella. Per le strutture private le modalità operative dipendono dalla Regione.
Alimentare e consultare sono due permessi distinti. La consultazione dei documenti altrui richiede il consenso del paziente, mentre chi ha prodotto un documento può sempre rileggerlo. Sul trattamento dei dati sanitari, le basi restano quelle della guida al GDPR per lo studio medico, che il fascicolo non sostituisce.

Come si collega uno studio privato: i passi pratici
Il percorso cambia da regione a regione, ma la sequenza è simile ovunque.
- Verifica cosa prevede la tua regione per le strutture private: alcune hanno un portale di accreditamento, altre passano dalle aziende sanitarie territoriali.
- Scegli un software che produca referti nel formato richiesto dal sistema regionale e li trasmetta. È il fornitore che deve conoscere la trafila tecnica e i requisiti di interoperabilità.
- Dota ogni medico refertante di firma digitale con certificato personale.
- Accredita la struttura presso il sistema FSE regionale: è un passaggio che si fa una volta, dopo aver scelto il software.
- Organizza il flusso in studio: chi firma, entro quando, chi controlla gli invii e gli scarti. I 5 giorni si rispettano se il referto viene firmato lo stesso giorno della visita, non se resta in una cartella "da firmare".
Il punto 5 è quello che decide se l'adempimento funziona. La consegna del referto al paziente e l'invio al fascicolo sono lo stesso gesto se il software li fa insieme. Sono due lavori separati se il referto va prima stampato, poi scansionato, poi caricato. Abbiamo confrontato le due strade nella guida sui referti online per lo studio medico.
Fascicolo sanitario, portale referti e Sistema TS: tre cose diverse
Nei corridoi degli studi questi tre nomi si confondono spesso. Vale la pena separarli, come facciamo anche per cartella clinica, dossier e fascicolo.
| Sistema | Cosa contiene | Chi lo alimenta | Chi lo consulta |
|---|---|---|---|
| Fascicolo sanitario elettronico | Documenti clinici del cittadino | Strutture e professionisti che erogano | Paziente e professionisti autorizzati |
| Portale referti dello studio | I referti prodotti da quello studio | Lo studio | I pazienti di quello studio, con credenziali dello studio |
| Sistema Tessera Sanitaria | Dati delle spese sanitarie per il 730 | Chi emette la fattura | Agenzia delle Entrate e paziente nella precompilata |
Il Sistema TS non c'entra con i referti. Riguarda le fatture, e ha regole proprie che abbiamo raccolto nella guida su come inviare le fatture al Sistema Tessera Sanitaria. Il portale referti dello studio è una scelta dello studio. Con il FSE 2.0 perde parte della sua ragione d'essere, almeno per i pazienti che usano il fascicolo. Se il referto arriva lì, il paziente lo trova insieme agli altri suoi documenti.
Come Ambulatorio Facile gestisce referti e fascicolo
Con la gestione dei referti di Ambulatorio Facile il referto nasce dalla visita in agenda e il gestionale ne gestisce il documento firmato. Viene preparato per l'alimentazione del fascicolo sanitario elettronico, attraverso il canale regionale configurato, e resta archiviato nella cartella del paziente dello studio. Il modulo che valida, trasmette e traccia gli invii, con ricevute, scarti e reinvii, è l'alimentazione del FSE 2.0. L'accreditamento con la regione, dove richiesto, lo seguiamo insieme allo studio, perché è la parte che nessuno ha voglia di fare da solo. Per i laboratori il flusso include anche le etichette per le provette.
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Domande frequenti
Il FSE 2.0 è obbligatorio?
Sì, per chi eroga prestazioni sanitarie. L'articolo 12 del decreto del Ministero della Salute del 7 settembre 2023 elenca chi alimenta il fascicolo. Sono aziende sanitarie, strutture accreditate, strutture autorizzate ed esercenti le professioni sanitarie che operano in autonomia. Alimentano entro cinque giorni dalla prestazione. Rispondono della mancata, intempestiva o inesatta alimentazione. Per il cittadino, la consultazione da parte di terzi richiede il consenso.
Chi deve compilare il FSE?
Lo compilano le strutture e i professionisti che erogano la prestazione. L'articolo 12 del decreto del 7 settembre 2023 elenca quattro categorie. Sono le aziende sanitarie e le strutture pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale, le strutture accreditate e quelle autorizzate. La quarta sono gli esercenti le professioni sanitarie che operano in autonomia. Il paziente non carica documenti clinici. Può scrivere solo nel proprio taccuino personale.
Cosa cambia nel Fascicolo Sanitario dal 31 marzo 2026?
Il 31 marzo 2026 è la scadenza della terza e ultima fase attuativa, fissata dall'articolo 27-bis del decreto FSE 2.0. Entro quella data Regioni e Province autonome devono garantire contenuti completi, profilo sanitario sintetico, accesso dei minori e deleghe. Devono assicurare anche l'alimentazione entro cinque giorni, comprese le prestazioni fuori dal Servizio Sanitario Nazionale. Il Portale nazionale FSE deve poi consentire l'accesso online alle strutture sanitarie private autorizzate.
Chi può consultare il fascicolo sanitario elettronico?
Il paziente, sempre. I professionisti che lo hanno in cura, di norma solo con il suo consenso e per finalità di cura. L'articolo 15 del decreto prevede livelli di accesso diversi per medici, infermieri, farmacisti e personale amministrativo. Il paziente può oscurare singoli documenti: oscurare una prescrizione oscura in automatico anche i documenti collegati, referti compresi. Ogni operazione sul fascicolo viene registrata e il paziente può vederla.
Quali documenti vanno inviati al fascicolo sanitario elettronico?
Quelli elencati all'articolo 3 del decreto del 7 settembre 2023. Tra questi ci sono referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, prescrizioni, cartelle cliniche, vaccinazioni e prestazioni di assistenza specialistica. Vale anche per le prestazioni erogate fuori dal Servizio Sanitario Nazionale. Per uno studio privato il caso tipico è il referto specialistico. Le fatture non sono tra i documenti elencati.
Cosa succede se uno studio privato non alimenta il fascicolo?
L'articolo 12 del decreto del 7 settembre 2023 rende i soggetti responsabili della mancata, intempestiva o inesatta alimentazione. Il testo del decreto non indica una sanzione propria. Le conseguenze concrete vanno verificate con la propria Regione e con il consulente legale. Se il paziente sceglie una prestazione in anonimato, il fascicolo non si alimenta.
Come possono i medici accedere al fascicolo sanitario elettronico?
Dal Portale nazionale FSE, che consente l'accesso online agli operatori sanitari, o con gli strumenti della propria Regione. Il professionista consulta solo per finalità di cura e, di norma, solo con il consenso del paziente. Un medico che non è il curante abituale dichiara prima che il processo di cura è in corso. Le modalità operative dipendono dalla Regione.

Il fascicolo è un adempimento che conviene. Ogni referto che arriva nell'archivio del paziente è una telefonata in meno per "non trovo più il referto" e una fotocopia in meno in segreteria. Le regole regionali e i dettagli tecnici cambiano nel tempo, quindi verifica sempre con la tua regione. Se vuoi vedere come funziona il flusso dal gestionale, scrivici dalla pagina contatti o su WhatsApp.
Simone Frosini, fondatore di Ambulatorio Facile
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