Intramoenia Allargata: Come Funziona nello Studio Privato [2026]
Intramoenia allargata: quando il medico del SSN può visitare nel proprio studio, prenotazione tramite l'Azienda, pagamenti tracciati, trattenute, organizzazione.

Un cardiologo ospedaliero che riceve il martedì pomeriggio nel proprio studio, con prenotazione dal CUP dell'azienda e pagamento all'azienda: questa è l'intramoenia allargata. È una modalità precisa, con regole precise, e chi la pratica si trova a gestire due mondi in uno studio solo: le regole dell'azienda per prenotazioni e incassi, e le regole di uno studio privato per sede, agenda, personale e pazienti.
L'intramoenia allargata è la libera professione intramuraria che il medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale svolge nel proprio studio privato, autorizzato dall'azienda per carenza di spazi, con prenotazione tramite l'azienda, pagamenti tracciabili all'azienda e compenso liquidato al medico al netto delle trattenute. È ammessa solo in studi e strutture non accreditate.
Ultimo aggiornamento: settembre 2026
In sintesi:
- Base normativa: articolo 15-quinquies del decreto legislativo 502/1992, legge 120/2007, decreto legge 158/2012 (riforma Balduzzi).
- Dove: nello studio privato del medico o in strutture autorizzate ma non accreditate. Mai nel privato accreditato (Corte costituzionale, sentenza 153 del 2024).
- Come: prenotazione tramite l'infrastruttura aziendale, pagamento tracciabile all'azienda, ricevuta dell'azienda, compenso liquidato al medico.
- Quanto: tariffa concordata con l'azienda, trattenute per costi, fondo liste d'attesa e personale secondo il regolamento aziendale.
- Lo studio resta uno studio privato: sede, agenda, segreteria e pazienti li organizza il medico.

Cos'è l'intramoenia allargata
Definizione
L'intramoenia allargata è l'attività libero-professionale intramuraria svolta dal medico dipendente del SSN in rapporto esclusivo fuori dagli spazi aziendali, nel proprio studio professionale o in una struttura sanitaria esterna autorizzata ma non accreditata, quando l'azienda non dispone di spazi idonei. L'azienda la autorizza, ne governa prenotazioni e incassi e riversa al medico il compenso al netto delle trattenute.
Le radici della libera professione intramuraria stanno nella riforma sanitaria del 1978, che la limitava alle strutture dell'unità sanitaria locale, ma l'istituto come lo conosciamo nasce dopo. Il decreto legislativo 502/1992, all'articolo 15-quinquies, ne fissa il quadro nel rapporto esclusivo, e il decreto legislativo 229/1999 precisa che può svolgersi nelle strutture aziendali o in altre strutture sanitarie purché non accreditate. L'allargamento agli studi privati arriva con il decreto legislativo 254/2000 e il decreto legge 223/2006 come soluzione temporanea per la carenza di spazi, confermata dalla legge 120/2007 e poi riorganizzata dal decreto legge 158/2012, la riforma Balduzzi, che lega la possibilità di usare studi esterni a tre condizioni: collegamento in rete con l'azienda, tracciabilità dei pagamenti e prenotazione tramite l'infrastruttura aziendale.
Il termine "allargata" indica quindi il luogo, non il regime: il rapporto con il paziente resta dell'azienda, che fissa le tariffe, incassa e liquida.
Intramoenia, intramoenia allargata, extramoenia
| Aspetto | Intramoenia | Intramoenia allargata | Extramoenia |
|---|---|---|---|
| Rapporto con il SSN | Esclusivo | Esclusivo | Non esclusivo |
| Dove si visita | Spazi aziendali | Studio privato o struttura non accreditata autorizzata | Ovunque, in proprio |
| Chi prenota | Azienda (CUP) | Azienda (CUP o portale), con lo studio collegato in rete | Il medico |
| Chi incassa | Azienda | Azienda, con mezzi tracciabili | Il medico, con partita IVA |
| Chi fattura | Azienda | Azienda | Il medico |
| Compenso | Quota della tariffa, al netto delle trattenute | Quota della tariffa, al netto delle trattenute; sede a carico del medico | Intero onorario, meno costi e imposte |
| Indennità di esclusività | Sì | Sì | No |
Per chi lavora in extramoenia, o per lo specialista che fattura a una struttura privata, valgono regole fiscali diverse, che trovi nella guida al medico che fattura a una struttura sanitaria.

Le regole da rispettare
- Autorizzazione aziendale. L'attività in studio privato è autorizzata dall'azienda in via straordinaria, nell'ambito del programma regionale, per carenza di spazi idonei e con verifica periodica. Lo studio deve avere l'autorizzazione sanitaria prevista per gli studi medici, come spieghiamo nella guida su come aprire un ambulatorio medico, e non deve essere accreditato.
- Collegamento in rete. Lo studio va collegato all'infrastruttura dell'azienda per la prenotazione e la registrazione delle prestazioni.
- Prenotazione tramite l'azienda. Il paziente prenota al CUP o sul portale aziendale, non telefonando allo studio: lo studio riceve l'elenco dei prenotati, non la prenotazione. Alcune aziende consentono al medico di gestire le agende sul sistema aziendale, ma la prenotazione resta tracciata lì.
- Pagamento tracciabile all'azienda. Il paziente paga all'azienda con mezzi tracciabili e riceve la ricevuta dell'azienda. Il medico non incassa contanti e non emette fattura propria per queste prestazioni.
- Tariffe concordate. Il regolamento aziendale definisce le tariffe, che coprono il compenso del medico, i costi aziendali diretti e indiretti, la quota del 5 per cento per il fondo di riduzione delle liste d'attesa e l'eventuale personale di supporto.
- Equilibrio con l'attività istituzionale. Di norma i volumi in libera professione non devono superare quelli istituzionali, secondo i limiti fissati dall'azienda, e l'attività non deve allungare le liste d'attesa: è la condizione che giustifica l'intero istituto.
- Orari fuori dal servizio. La libera professione si svolge fuori dall'orario di lavoro e va indicata nelle agende aziendali.
Mai nel privato accreditato
La legge ammette l'intramoenia solo in strutture pubbliche o private non accreditate. La Corte costituzionale, con la sentenza 153 del 2024, ha dichiarato illegittima una legge regionale che apriva alle strutture accreditate, per proteggere la funzione ausiliaria del privato accreditato rispetto al servizio pubblico. Prima di accettare una collaborazione in una clinica, verifica se è accreditata: se lo è, per il medico in rapporto esclusivo non è possibile.
Quanto resta al medico
È la domanda che si fanno tutti, e non ha una risposta unica: dipende dal regolamento della propria azienda. Le voci sono sempre le stesse: compenso del professionista, costi diretti e indiretti dell'azienda, fondo perequativo e liste d'attesa, personale di supporto, oneri di riscossione. Alcune aziende sanitarie, come l'ASP di Potenza, indicano una percentuale complessiva trattenuta sul compenso netto intorno al 23 per cento, che sale sensibilmente quando si usa personale infermieristico aziendale; altre aziende applicano regole diverse.
Nello studio privato si aggiunge una voce che nell'intramoenia ordinaria non c'è: la sede. Affitto, utenze, segreteria e attrezzature sono a carico del medico, e non passano dall'azienda. Per chi non vuole uno studio a tempo pieno, la condivisione di una stanza in affitto a ore è la soluzione più diffusa: il medico usa lo studio il pomeriggio in cui riceve e paga solo quelle ore.

Organizzare lo studio per l'intramoenia allargata
Le regole dell'azienda governano prenotazione e incasso. Tutto il resto, cioè il funzionamento dello studio, è compito del medico, e qui nascono i problemi che vediamo più spesso.
Un'agenda che parli con quella aziendale
Le prenotazioni arrivano dal CUP, ma lo studio deve sapere chi arriva, a che ora, e in quale stanza. Se il medico condivide lo studio con altri professionisti, serve un'agenda condivisa in cui il suo turno in intramoenia sia un blocco distinto, con lo spazio in cui riceve, e in cui la segreteria veda i pazienti attesi senza chiamare l'ospedale.
Il paziente resta un paziente dello studio
La prenotazione è dell'azienda, ma la persona che entra ha bisogno di indicazioni, promemoria e di un posto dove tenere recapiti e note organizzative. La scheda paziente dello studio, con storico delle visite e traccia di chi ha inserito cosa, serve anche quando la fatturazione non passa dallo studio. I promemoria della visita riducono le mancate presentazioni fino al 30 per cento, e in intramoenia una visita saltata è un'ora persa per il medico e per la lista d'attesa.
Regole scritte per la segreteria
La segretaria dello studio deve sapere che i pazienti in intramoenia non pagano lì, che le disdette vanno comunicate all'azienda, e come rispondere a chi chiama per prenotare. Un memo per ruolo, come nella guida alla comunicazione interna nello studio medico, evita l'errore più grave: incassare per sbaglio in studio una prestazione che doveva essere pagata all'azienda.
Fatturazione: solo per l'attività privata
Se nello stesso studio il medico svolge anche attività privata in extramoenia, oppure altri professionisti fatturano in proprio, la fatturazione dello studio serve a loro, non alle prestazioni in intramoenia. Tenere separate le due cose, con agende e regole distinte, è la parte che più spesso confonde chi inizia.
Uno studio in ordine anche quando incassa l'azienda
Con Ambulatorio Facile il turno in intramoenia è un blocco distinto nell'agenda condivisa dello studio, i pazienti hanno la loro scheda con promemoria automatici e la segreteria lavora con regole scritte. Formazione gratuita dal vivo e assistenza telefonica italiana.
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Cosa evitare
- Incassare in studio una prestazione in intramoenia: è il rischio principale e va prevenuto con regole scritte per la segreteria.
- Ricevere in una struttura accreditata pensando che basti l'autorizzazione.
- Mescolare nell'agenda i pazienti in intramoenia con quelli privati, senza distinguere chi paga a chi.
- Non avvisare i pazienti prima della visita: in intramoenia la mancata presentazione pesa anche sulle liste d'attesa.
- Non leggere il regolamento aziendale prima di fare i conti sulle trattenute.
Domande frequenti
Cosa significa intramoenia allargata?
È la libera professione intramuraria svolta dal medico dipendente del SSN fuori dagli spazi dell'azienda, nel proprio studio privato o in una struttura esterna autorizzata ma non accreditata, quando l'azienda non ha spazi idonei. L'azienda la autorizza, resta titolare del rapporto con il paziente e gestisce prenotazioni e incassi.
Qual è la differenza tra intramoenia ed extramoenia?
Nell'intramoenia il medico ha un rapporto esclusivo e lavora per conto dell'azienda, che incassa e gli riversa il compenso; l'intramoenia allargata sposta solo il luogo della visita nello studio privato. Nell'extramoenia il medico ha un rapporto non esclusivo e lavora in proprio, con partita IVA e fatturazione diretta, ma con limiti di carriera e senza l'indennità di esclusività.
Il medico in intramoenia allargata può incassare direttamente dal paziente?
No. Il decreto legge 158/2012 ha imposto la prenotazione tramite l'infrastruttura dell'azienda e il pagamento con mezzi tracciabili all'azienda, che rilascia la ricevuta e liquida al medico la sua quota. Il medico non prende contanti in studio e non emette fattura propria per queste prestazioni.
Quanto trattiene l'azienda sul compenso dell'intramoenia allargata?
Dipende dal regolamento aziendale. La tariffa copre il compenso, i costi aziendali, la quota del 5 per cento per le liste d'attesa e l'eventuale personale di supporto. Alcune aziende indicano percentuali complessive intorno al 23 per cento, che salgono con il personale infermieristico aziendale, ma ogni regolamento fa storia a sé; per lo studio privato si aggiungono le spese di sede a carico del medico.
Si può fare intramoenia in una struttura privata accreditata?
No. È consentita solo in strutture pubbliche o in strutture private autorizzate ma non accreditate, e la Corte costituzionale con la sentenza 153 del 2024 ha dichiarato illegittima una legge regionale che apriva alle strutture accreditate.

Conclusione
L'intramoenia allargata porta la libera professione nello studio del medico, ma non porta con sé l'organizzazione: prenotazioni e incassi restano all'azienda, tutto il resto va costruito come in qualunque studio privato. Agenda condivisa con il turno distinto, scheda paziente con promemoria e regole scritte per la segreteria sono le tre cose da sistemare prima della prima visita.
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Simone Frosini, fondatore di Ambulatorio Facile. Lavoro con studi condivisi da specialisti ospedalieri e liberi professionisti, dove agende, stanze e regole devono convivere.
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